GOOD un simbolo di fede che si mostra a chi crede

La rinascita econonica di una nazione si costruisce sulla sua eredità culturale. E se il Paese in questione è l’Italia, allora si è avvantaggiati in partenza. La marcia in più, figlia di una cultura intrisa di ogni forma d’arte, è il Design, che si rivela centrale alla ripartenza dell’industria nel mondo e per il quale il nostro Paese gode di grande credibilità a livello globale.

Il design è il Made in Italy e in tutto il mondo siamo ancora riconosciuti come leader nella cultura del progetto. Dobbiamo però renderci conto che non si tratta più di dare forma ad oggetti, che non stiamo più parlando solo del “ben fatto”, ma che il design è la capacità di affrontare problemi emergenti, di risolvere questioni complesse a livello sociale, organizzativo, economico: il design è una visione, una capacità di gestire il divenire dandogli forme nuove.

Oggi vi parliamo del progettoGOOD” firmato Defacts, frutto di due designers italiani, Fabio Dodesini e Roberto Marini.

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GOOD è il ricordo della crocefissione. Progettare un oggetto importante quale è la Croce Cristiana è una delle sfide più ardue per un designer.

Ma cosa è la fede? Credere senza aver visto.

GOOD o GOD? Se Dio è Amore allora anche nella parola Buono (Good) è contenuto il Signore (God).

Oggi, in una società frenetica e superficiale, il crocefisso è diventato oggetto e sempre meno significato e ricordo. Ragionando sulla croce i due designers si sono posti delle domande e da lì l’intuizione: basta pronunciare la parola croce per renderla visibile agli occhi di chi crede.

“Non abbiamo creato una croce – spiegano i designers – ma suggerito il suo vuoto che deve essere riempito da ciascuno di noi, con la nostra soggettività, interpretazione, fede: ognuno di noi diventa così artista e riempie questo vuoto con la sua sensibilità e credo. E’ una croce che non puoi togliere dalle pareti perché non esiste: esistono materialmente solo 4 strani dischetti.”

La fede si deve mostrare o è uno “status personale” che non va imposto agli altri? Si espone ancora il crocefisso in salotto? Ragioni legate all’estetica moderna, alla sfera personale, all’arredamento, probabilmente hanno portato tutti noi a nascondere sempre più questo simbolo di pace e speranza. Forse anche una certa forma di “educazione” verso il prossimo: come se non si volesse imporre al visitatore il proprio credo.

GOOD, in questo senso, è una “croce educata”: si mostra a chi la vuol vedere.

Vi abbiamo incuriosito? Visitate il loro sito

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Pinocchio

Qual’è la forma di un tagliere di legno? Se penso alle favole mi ricordo di Pinocchio: « C’era una volta…- Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori. No ragazzi, avete sbagliato: c’era una volta un pezzo di legno. »
(Carlo Collodi, incipit de “Le avventure di Pinocchio”)
C’era una volta un pezzo di legno birichino, con un faccino, un naso lungo ed un occhietto. Questo pezzo di legno era un tagliere in ciliegio, con un piano tondo, un manico lungo ed un occhiello.

E’ un progetto di Paolo Iannetti, designer particolarmente attratto dagli oggetti della cucina. www.paoloiannetti.it

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Dao Cha 道茶

Un packaging davvero innovativo quello di “Dao Cha”. Teiera e tazza extra slim con bustina di tè inclusa, l’unica cosa da aggiungere per gustare il tè in ogni luogo e in qualsiasi momento è l’acqua calda. Le teiere Dao Cha, vincitrici del Red Dot Design Award e del premio iF, sono create utilizzando carte in grado di resistere a temperature tra gli 80° e i 100°, e trattate per rendere il prodotto completamente impermeabile.

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iPlate

Photoshop dipendente? Illustrator dipendente? Questa è una collezione di piatti che dovrebbe colpire i vostri occhi! Forse non riuscirete a staccare il pensiero dal lavoro nemmeno durante la pausa ma a noi creativi piace moltissimo l’intera collezione.

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Muffin Pouf

Matteo Bianchi, designer italiano, in mostra con il suo ‘Muffin Pouf’ al Tent London 2011. Il sedile è un’imbottitura in pelle ed è realizzato come la “cima” di un muffin al cioccolato. Bianchi ha fatto la base del sedile in legno, internamente è cavo in modo da poter alloggiare elementi essenziali come il telecomando del televisore, snack salati, o qualche libro in caso non ci sia nulla di interessante in televisione. Davvero gustoso!

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Un simpatico squalo

L’idea è semplice ma molto divertente. Immerso in acqua calda l’infuso genera la scia simboleggiando il sangue lasciato dallo squalo dietro di lui dopo aver morso la sua preda.
Il disegnatore argentino Pablo Matteoda ha vinto con questa idea geniale il terzo premio Designboom 2010.
Dopo tutto, quale migliore programma, per la prima colazione, se non un buon remake di “Lo squalo”?

 

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