Wind: per comunicare davvero la tecnologia non è tutto

La tecnologia ci ha sicuramente avvicinato.

Comunicare è sempre più semplice e sempre più veloce. Ma ci sono occasioni in cui gli uomini e le donne hanno e avranno sempre bisogno di incontrarsi e comunicare così, uno di fronte all’altro.

Wind ha scelto una storia delicata, un cortometraggio firmato da Giuseppe Capotondi che con garbo e poesia ci ricorda quanto sia importante sentirsi vicini a qualcuno, aggirando una tecnologia sempre più pervasiva nella nostra vita e nei nostri affetti. Se stai pensando di comunicare davvero a qualcuno che ti sta a cuore, guarda questo piccolo pezzo di cinema, 4.05 minuti di puro emotional entertainment.

Un corto dal respiro infinito, carico di spinte emozionali e valoriali. Un ritorno alla famiglia. Un figliol prodigo biblico che torna alle origini domestiche dopo aver capito che “a volte per comunicare davvero, la tecnologia non è tutto”, come recita la scritta finale di questo mini movie.

Non basta più convincere dei prodotti, bisogna commuovere attraverso gli stessi!

 

 

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Carlos Ayesta: il fotografo che sfida la gravità

Quando ho visto una fotografia di Carlos Ayesta ho pensato che fosse stata fatta con un qualche aggeggio tecnologico. Invece a lui piace calarsi giù dai palazzi e scattare incredibili foto della città restando appeso con una corda.

Ayesta Carlos, nato a Caracas nel 1985, lavora come fotografo freelance; ha colpito tutta la popolazione di appassionati fotografi con il suo affascinante, se pur rischioso, metodo per catturare immagini di edifici.

L’artista francese si aggancia come un novello Spider-Man a delle corde e scatta da una prospettiva entusiasmante e unica. Le sue immagini mostrano la parte più intima di un grattacielo e la vita che si svolge all’interno, il tutto con soffusa “discrezione”.

Dice il fotografo: “Posso prendere le immagini di cose nascoste. Nessuno sulla terra o sulla cima degli edifici può vedere ciò che io vedo“. Carlos Ayesta chiama questa nuova e pericolosa visione fotografica:  “Architettura verticale”.

 

 

 

 

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DHL è più veloce

DHL, nota compagnia di logistica, manda al tappeto i suoi avversari con una campagna marketing eccezionale. Dall’headquarter avranno pensato: “Perché non sfruttare le consegne dei nostri concorrenti per farci pubblicità in modo gratuito?”

Ecco il piano dell’headquarter: chiamiamo le più note compagnie di logistica e chiediamo di consegnare un pacco di grandi dimensioni, all’esterno del pacco scriviamo “DHL è più veloce”. Poi avvolgiamo il pacco con un nastro, lo mettiamo in un grande congelatore e con un reagente termico facciamo in modo che il pacco dall’esterno diventi opaco quando la temperatura va sotto lo zero, così non si vedrà la scritta. Quando il pacco subirà degli sbalzi di temperatura, quindi verrà consegnato, si vedrà: DHL è più veloce.

 

 

 

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La protesta delle sedie a rotelle

La vendetta, si sa, è un piatto da servire freddo. È quello che devono aver pensato le associazioni di disabili portoghesi che hanno scelto la Giornata Nazionale di Lotta per i Disabili per mettere in pratica una protesta divertente e anche di notevole visibilità mediatica per protestare contro l’occupazione indiscriminata dei posti a loro riservati.

Gli automobilisti di Lisbona e Vila Real, in Portogallo, si sono trovati di fronte ai soliti cartelli “sono andato a prendere un caffè”, “torno subito”, classiche scuse di chi parcheggia dove non dovrebbe creando disagio al resto della cittadinanza. Stavolta però i fastidiosi messaggi non erano posizionati sui parabrezza di vetture in divieto di sosta, ma su decine e decine di sedie a rotelle, occupanti tutti i posti disponibili della zona.

Certo qualche guidatore andando di fretta si sarà sicuramente arrabbiato non sapendo dove parcheggiare la propria automobile; forse però, la prossima volta ci penserà un pò prima di occupare il posto di qualcun altro.

Si tratta di un’iniziativa molto singolare per protestare contro l’uso irregolare dei posteggi riservati ai disabili.

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Marina si licenzia con un video

Marina Shifrin ne aveva abbastanza di lavorare 17 ore al giorno, di aver perso ogni contatto umano, di dedicare tutta la sua vita alla realizzazione di video virali e per questo ha deciso di licenziarsi dalla Next Media Animation, il canale tv taiwanese con cui collaborava come grafica.

Il capo di Marina la stressava con le views e si lamentava continuamente del numero basso di click e Marina ha deciso di dire basta, arrivederci, I quit, con uno spassosissimo video danzerino.

Nel video, registrato di notte in redazione, l’autrice 25enne spiega, appunto, che il suo capo si preoccupava più della quantità di video prodotti e del numero di visualizzazioni ottenute che della qualità e dei contenuti. Non condividendo obiettivi e metodi dei suoi superiori, Marina decide di licenziarsi.

L’azienda, dopo qualche giorno, trasforma il problema in un’opportunità: produce un video nel quale il titolare ed i dipendenti del canale tv taiwanese con cui Marina collaborava, danzano in gruppo e annunciano: ”Noi assumiamo”!

 

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Dacia Sponsor Day: l’Italia che resiste

In petto, sulla maglia di un club di Serie A.

Dacia ha realizzato il sogno di Michael Nino, l’imbianchino di 26 anni di Villadossola, che per una domenica ha visto il nome della sua ditta individuale sulla maglia dei giocatori dell’Udinese.

Michael è infatti uno dei tre vincitori del Dacia Sponsor Day, il concorso che il brand Dacia del gruppo Renault ha lanciato il 13 settembre scorso in collaborazione con l‘Udinese Calcio e che ha voluto dare la possibilità a tre piccole aziende con meno di tre dipendenti ciascuna di diventare main sponsor del club friulano per un giorno.

L’idea di Dacia è stata quella di offrire un sogno a tre giovani imprenditori che siano portatori di una storia interessante e di successo e premiarli con la possibilità di essere conosciuti a livello nazionale. Nonostante il periodo di crisi ci sono piccole imprese che non si perdono d’animo e con tenacia e intraprendenza continuano a portare la propria competenza e il proprio lavoro dove richiesto.

“Michael Nino Imbianchino” è stato lo sponsor titolare apparso sui cartelloni pubblicitari dello stadio, sui backdrops delle interviste e, ovviamente, sulla maglia dei bianconeri di Udine che per l’occasione ha subito qualche ritocco a livello di layout della casacca: colletto a V tutto in bianco, bordo inferiore senza inserto dorato e con le strisce che scendono per tutta la maglia; assenza della striscia nera sul pannello frontale delle spalle.

Uno sponsor originale che non ha mancato di suscitare una risonanza mediatica tale che la notizia è entrata al quarto posto dei Trending Topics Italia di Twitter.

Sebbene la fede calcistica di Michael sia milanista, Essere sulle maglie dell’Udinese, nel giorno della partita contro la Roma, ripaga di tutti gli sforzi, dei sacrifici fatti” ha commento emozionato il ragazzo, che ha partecipato alla conferenza stampa di sabato insieme a Pinzi, Di Natale e ai dirigenti di Dacia e Udinese.

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Ad incidere sulla scelta di Michael e degli altri due vincitori, hanno influito la vicinanza del loro modello di business a quello di Dacia che propende sempre verso il miglior rapporto qualità prezzo sul mercato, associato a concretezza e responsabilità. Un modo per dare visibilità a delle realtà difficili da rintracciare e per sperimentare una nuova idea di sponsorizzazione che porti le piccole aziende ad essere proposte su larga scala seppur per un periodo breve. Gli altri vincitori diventeranno sponsor in occasione di Udinese-Inter e Udinese-Fiorentina.

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Quello che certamente è interessante è che il gruppo Renault, pur cedendo gratuitamente lo spazio pubblicitario, ha mantenuto comunque una visibilità considerevole facendosi promotrice di questa campagna marketing decisamente arguta.

 

 

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Dixan smacchia Dash

Nei mesi scorsi, la società che produce prodotti per la pulizia Procter & Gamble aveva diffuso una serie di spot pubblicitari riguardo la maggiore efficacia di un proprio detersivo, il detergente per lavatrici “Dash”, rispetto a quello che negli spot veniva definito “il principale concorrente”. Lo spot conteneva, in particolare, un’affermazione secondo cui “un misurino di Dash smacchia come un misurino e mezzo del principale concorrente”.

In questi giorni è partita la campagna stampa Dixan che porta all’attenzione dei consumatori il recente pronunciamento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in merito alla correttezza degli spot pubblicitari diffusi da Procter & Gamble fin dai primi mesi del 2013. Tali spot sono stati giudicati ingannevoli dall’Autorità, in quanto inducono erroneamente a ritenere che il detersivo pubblicizzato abbia un’efficacia superiore rispetto al prodotto comparato.

La campagna di Henkel a tutela del proprio marchio Dixan evidenzia le conclusioni a cui l’Autorità è giunta nel corso del procedimento: le prove di laboratorio confermano che, sulla maggior parte delle macchie testate, l’efficacia di lavaggio dei due detersivi è sostanzialmente analoga, pertanto la comunicazione in esame contiene “dichiarazioni non vere circa le caratteristiche, le quantità e i risultati conseguibili con il prodotto pubblicizzato”.

La campagna Henkel apparirà sui principali quotidiani nazionali e regionali, sui maggiori settimanali destinati al pubblico femminile, nonché su alcuni mensili rivolti alla grande distribuzione.

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