Multiaccount Instagram: ora disponibile su iOS

Forse la novità più attesa da tutti gli Instagram addicted: da oggi su Instagram è disponibile il multiaccount. Rivoluzione? Forse si, perchè i vantaggi, sopratutto per chi gestisce profili aziendali sono notevoli.

Con il multiaccount è ora possibile gestire più profili contemporaneamente dallo stesso account in modo semplice e veloce senza dover necessariamente effettuare il logout da un account all’altro e inserire nuovamente username e password.

Per scovare l’opzione “Add Account” bisogna andare in Impostazioni e arrivare fino alla fine della lista, sotto la funzione “Cancella cronologia di ricerca”.

 

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Ecco una “maratona” di spot “indimenticabili”

I pubblicitari, cari persuasori occulti, sanno bene che la frase giusta al momento giusto può entrare nel cervello del consumatore e non uscirne più.

Ecco alcuni esempi:

 

 

 

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I 7 errori da evitare in Facebook

Prima di pensare a come ottimizzare la vostra presenza su Facebook, a come convertire le visite in clienti, a come stupire gli utenti con ingegnosi post di instant marketing, è meglio partire dalle basi, e sapere cosa è bene non fare su una pagina Facebook.

Non prestare attenzione ai dettagli può essere fatale.
Di seguito trovate i 7 errori da evitare.

  1. Non scrivere come se fossi un robot > Cerca di trasformare ogni commento dei tuoi clienti in una positiva interazione. Copiare e incollare riposte standard, fredde e automatiche potrebbe sì farti risparmiare tempo, ma offrirai una spiacevole esperienza di community.
  2. Non eliminare i tuoi post e nemmeno quelli degli utenti > Hai pubblicato qualcosa che non avresti nemmeno dovuto pensare? Bene, pubblica un altro post di scuse, ma evita di cancellare quello contenente l’errore, oppure di editarne mille volte il testo. Non cancellare nemmeno i post dei tuoi fan, che possono trasformarsi in una buona occasione di confronto e per dimostrare l’autenticità delle possibili scelte contestate.
  3. Non essere noioso e ripetitivo > Moltissimi utenti tendono a mantenere il “mi piace” ad una pagina ma a smettere di seguire gli aggiornamenti, proprio a causa di post auto celebrativi, noiosi o poco interessanti.
  4. Non dimenticare il tuo target > Ad esempio, se la pagina Facebook si riferisce ad un’azienda che produce articoli per bambini, l’audience sarà verosimilmente quella di adulti da 30-35 anni in sù. Quindi non cercate di porre l’attenzione su quanto siano colorati i giocattoli, piuttosto su quanto siano sicuri e convenienti.
  5. Non usare hashtag a caso
  6. Usa l’humor solo se ne sei capace
  7. Non cercare scorciatoie > Acquistare “fan” per la pagina? Nemmeno per idea! Taggare pagine a caso nei post? Non serve a nulla. Condividere i post della pagina col proprio profilo e taggare i vostri amici? Basta, tanto quelli sono like per disperazione, non per interesse.

 

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Wind: per comunicare davvero la tecnologia non è tutto

La tecnologia ci ha sicuramente avvicinato.

Comunicare è sempre più semplice e sempre più veloce. Ma ci sono occasioni in cui gli uomini e le donne hanno e avranno sempre bisogno di incontrarsi e comunicare così, uno di fronte all’altro.

Wind ha scelto una storia delicata, un cortometraggio firmato da Giuseppe Capotondi che con garbo e poesia ci ricorda quanto sia importante sentirsi vicini a qualcuno, aggirando una tecnologia sempre più pervasiva nella nostra vita e nei nostri affetti. Se stai pensando di comunicare davvero a qualcuno che ti sta a cuore, guarda questo piccolo pezzo di cinema, 4.05 minuti di puro emotional entertainment.

Un corto dal respiro infinito, carico di spinte emozionali e valoriali. Un ritorno alla famiglia. Un figliol prodigo biblico che torna alle origini domestiche dopo aver capito che “a volte per comunicare davvero, la tecnologia non è tutto”, come recita la scritta finale di questo mini movie.

Non basta più convincere dei prodotti, bisogna commuovere attraverso gli stessi!

 

 

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Con Ikea dai spazio all’immaginazione…ma con ordine

La nuova campagna integrata sul tema “Living with Children”, che si sviluppa tra tv, web e radio, racconta il tema dell’ordine in casa.

Nello spot tv, on air dal prossimo primo febbraio, si apre un nuovo capitolo che declina il concept “Basta poco per fare spazio all’immaginazione” e che vede ancora una volta come protagonista la famiglia incontrata nei precedenti episodi Ikea a settembre e a Natale.

Sul web la storia continua in sinergia su ikea.it e spazioallavita.it, piattaforma lanciata alcuni mesi fa

 

 

 

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Barilla caos cotto a puntino

Dopo anni di strategie volte a diffondere valori di bontà e semplicità, propri della citatissima “famiglia Mulino Bianco“, il signor Guido Barilla ha pensato bene di vanificare il costoso lavoro di branding attraverso alcune scottanti dichiarazioni – “mai spot con omosessuali” – giusto per citarne una.

La rete continua a parlare di queste infelici dichiarazioni rilasciate su Radio24. Il presidente del Gruppo Barilla ha quindi deciso di replicare alla pioggia di critiche scusandosi su Twitter e su Facebook: “Mi scuso molto per aver urtato la sensibilità di tanti. Ho il più profondo rispetto per tutte le persone senza distinzioni”.

Le campagne della pasta Barilla sono sempre state costruite attorno al classico tavolo in cui la famiglia più canonica che si possa immaginare è intenta a consumare gioiosamente piatti di carboidrati. Non ci saranno mai famiglie gay nelle campagne di comunicazione del brand ha detto il manager, sottolineando la scelta storica e la centralità del ruolo della donna, angelo del focolare.

L’hashtag #boicottabarilla è subito diventato uno dei top trends e i principali competitors non si sono lasciati scappare l’occasione di cavalcare il momento, pubblicando più o meno ironiche risposte alle parole di Guido Barilla. Sui social Buitoni ha scritto: “A Casa Buitoni c’è posto per tutti”. I sughi Althea hanno semplicemente ripubblicato il frame della loro campagna “Dove c’è Althea, c’è famiglia” con il bacio di una giovane coppia omosessuale.

Guardiamo alcuni post di questi giorni:

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Anche il tweet di Boskov non è male:

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Secondo voi la dichiarazione di Guido Barilla è stata una scelleratezza oppure è frutto di una pianificazione strategica? Se avessero pensato bene a quell’affermazione provocatoria solo per scopi di marketing? In entrambi i casi la situazione è davvero triste!

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