L’appartamento TRANSFORMER

37 metri quadrati con le stesse funzionalità di un appartamento di 100 metri. Come è possibile? Grazie ad una sapiente ristrutturazione ma soprattutto grazie ad arredi modulari e pareti attrezzate.

L’appartamento in questione si trova a New York, città dove lo spazio si paga a peso d’oro, ed è abitato da una coppia che ha voluto investire in questo progetto dopo aver vissuto per quattro anni in uno scuolabus trasformato in abitazione completo di cucina, camera da letto, bagno, salotto e anche una sala cinema.

L’appartamento è un “secondo scuolabus”: anche qui non manca nulla: un soggiorno, la sala da pranzo per ben 10 persone! uno studio, una camera da letto matrimoniale e addirittura una camera per gli ospiti.

Soluzioni come queste, caratterizzate da elevato contenuto tecnologico, ricerca, creatività, innovazione ed ingegnerizzazione, le potete trovare da Clei industria per l’arredamento con sede in Brianza.

 

 

http://www.treesessanta.com

Annunci

AirFrance gioca con il design

Faranno la gioia dei bambini, ma anche di tutti gli appassionati di aeroplani o di design curioso e particolare. Stiamo parlando delle nuove posate che il gruppo AirFrance si appresta ad utilizzare per servire a bordo dei suoi aerei i pasti. I passeggeri che voleranno con la compagnia francese e ai quali verranno serviti pranzi o cene a bordo potranno contare su delle curiose posate..

Le stoviglie per servire i pasti a bordo saranno sempre in plastica, di un bianco davvero molto candido, ma non il materiale scelto e tantomeno il colore a lasciare a bocca aperta, quanto piuttosto la scelta del design operata dall’artista che è stato chiamato a realizzarle.

La nuova collezione di posate di AirFrance, infatti, è opera del designer catalano Eugeni Quitllet che ha deciso di stupire tutti; cosa dire del coltello che si può trasformare in un aeroplanino che ricorderà proprio quello sul quale stanno viaggiando i passeggeri? Per i bambini sarà un vero e proprio spasso mangiare a bordo.

La linea contiene coltello, forchetta e cucchiaio. Ad ogni posata può essere associato un altro pezzo, un’ala, che trasforma questi oggetti di uso quotidiano in veri e propri mini aeroplani. “Un design che scompare per dare vita allo spirito di un’idea: la ricerca dell’essenziale, in oggetti scolpiti da aria e per l’aria”; con queste parole Eugeni Quitllet spiega il progetto.

 

Se volete potete visionare l’interno progetto sul suo sito

 

Schermata 2013-10-10 alle 14.53.28

 

http://www.treesessanta.com

GOOD un simbolo di fede che si mostra a chi crede

La rinascita econonica di una nazione si costruisce sulla sua eredità culturale. E se il Paese in questione è l’Italia, allora si è avvantaggiati in partenza. La marcia in più, figlia di una cultura intrisa di ogni forma d’arte, è il Design, che si rivela centrale alla ripartenza dell’industria nel mondo e per il quale il nostro Paese gode di grande credibilità a livello globale.

Il design è il Made in Italy e in tutto il mondo siamo ancora riconosciuti come leader nella cultura del progetto. Dobbiamo però renderci conto che non si tratta più di dare forma ad oggetti, che non stiamo più parlando solo del “ben fatto”, ma che il design è la capacità di affrontare problemi emergenti, di risolvere questioni complesse a livello sociale, organizzativo, economico: il design è una visione, una capacità di gestire il divenire dandogli forme nuove.

Oggi vi parliamo del progettoGOOD” firmato Defacts, frutto di due designers italiani, Fabio Dodesini e Roberto Marini.

Schermata 2013-10-07 alle 21.19.06

GOOD è il ricordo della crocefissione. Progettare un oggetto importante quale è la Croce Cristiana è una delle sfide più ardue per un designer.

Ma cosa è la fede? Credere senza aver visto.

GOOD o GOD? Se Dio è Amore allora anche nella parola Buono (Good) è contenuto il Signore (God).

Oggi, in una società frenetica e superficiale, il crocefisso è diventato oggetto e sempre meno significato e ricordo. Ragionando sulla croce i due designers si sono posti delle domande e da lì l’intuizione: basta pronunciare la parola croce per renderla visibile agli occhi di chi crede.

“Non abbiamo creato una croce – spiegano i designers – ma suggerito il suo vuoto che deve essere riempito da ciascuno di noi, con la nostra soggettività, interpretazione, fede: ognuno di noi diventa così artista e riempie questo vuoto con la sua sensibilità e credo. E’ una croce che non puoi togliere dalle pareti perché non esiste: esistono materialmente solo 4 strani dischetti.”

La fede si deve mostrare o è uno “status personale” che non va imposto agli altri? Si espone ancora il crocefisso in salotto? Ragioni legate all’estetica moderna, alla sfera personale, all’arredamento, probabilmente hanno portato tutti noi a nascondere sempre più questo simbolo di pace e speranza. Forse anche una certa forma di “educazione” verso il prossimo: come se non si volesse imporre al visitatore il proprio credo.

GOOD, in questo senso, è una “croce educata”: si mostra a chi la vuol vedere.

Vi abbiamo incuriosito? Visitate il loro sito

Schermata 2013-10-07 alle 21.18.38

http://www.treesessanta.com

Playmakers di Daniel Nyari

Daniel Nyari è un giovane designer originario dalla Romania ora con base operativa a New York. Il suo stile è inconfondibile e le sue illustrazioni hanno visto l’inchiostro delle pagine della celeberrima rivista Wired Magazine.
Il progetto che proponiamo, Playmakers, ormai di qualche mese fa, è di grande spessore creativo.

Daniel combina linee poligonali e curve in perfetta armonia. Nonostante le linee “cubiste”, la grandiosità di questo lavoro è la somiglianza impressionante con il personaggio reale! Date un’occhiata a Messi o Baggio, sono incredibili!

Un vero capolavoro di un artista da tenere sotto controllo per imparare ancora dai suoi lavori.

Visionate il suo sito: http://iamdany.com/PLAYMAKERS

6ad0ebebb402e82d4f730b37020d937e

http://www.treesessanta.com

Togo Burger

La particolare forma di questo ” box take away” rappresenta una sintesi di design ed eleganza, praticità, gioco e funzionalità. E’ inoltre una scelta ecologica, la quantità di carta utilizzata infatti è stata ridotta al minimo.

Chi ha fretta e non può fermarsi, ma non vuole comunque rinunciare al lunch o dinner, ha la possibilità di portarsi via in un comodo “box” trasportabile con una sola mano il proprio burger.

Un’idea a nostro avviso fantastica per sostituire il canonico e un pò ingombrante sacchetto.

Clicca sull’immagine per visualizzare il video!

togo0

http://www.treesessanta.com

 

 

Semi?

Questo è probabilmente il più intelligente (e bello) pacchetto di semi. Ogni pacchetto è costituito da una busta per i contenere i semi stessi con tutte le istruzioni necessarie per piantarli, ma anche da una “paletta” di legno che piantata nel giardino permette di identificare correttamente le piantagioni.

www.treesessanta.com

La sedia a dondolo che scandisce il tempo

E’ un calendario del 2012, ma è anche una sedia a dondolo: è la 2012 Rocking Chair Sculpture Calendar di Katsumi Tamura, una geniale idea per rappresentare l’idea del tempo.

Il dondolio della sedia infatti simboleggia lo scorrere della dimensione che scandisce ore, giorni e mesi, ricordando il ticchettio costante e inesorabile dell’orologio, e invita nel contempo a una rilassante attesa di ciò che verrà. Il mese in corso si trova sullo schienale, mentre gli altri mesi rimangono impilati sulla seduta. Sul calendario sono segnate in rosso le domeniche, ma non compare nessun’altra festa religiosa o civile. La 2012 Rocking Chair Sculpture Calendar è anche facile da assemblare.

www.treesessanta.com