DHL è più veloce

DHL, nota compagnia di logistica, manda al tappeto i suoi avversari con una campagna marketing eccezionale. Dall’headquarter avranno pensato: “Perché non sfruttare le consegne dei nostri concorrenti per farci pubblicità in modo gratuito?”

Ecco il piano dell’headquarter: chiamiamo le più note compagnie di logistica e chiediamo di consegnare un pacco di grandi dimensioni, all’esterno del pacco scriviamo “DHL è più veloce”. Poi avvolgiamo il pacco con un nastro, lo mettiamo in un grande congelatore e con un reagente termico facciamo in modo che il pacco dall’esterno diventi opaco quando la temperatura va sotto lo zero, così non si vedrà la scritta. Quando il pacco subirà degli sbalzi di temperatura, quindi verrà consegnato, si vedrà: DHL è più veloce.

 

 

 

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Con Ikea dai spazio all’immaginazione…ma con ordine

La nuova campagna integrata sul tema “Living with Children”, che si sviluppa tra tv, web e radio, racconta il tema dell’ordine in casa.

Nello spot tv, on air dal prossimo primo febbraio, si apre un nuovo capitolo che declina il concept “Basta poco per fare spazio all’immaginazione” e che vede ancora una volta come protagonista la famiglia incontrata nei precedenti episodi Ikea a settembre e a Natale.

Sul web la storia continua in sinergia su ikea.it e spazioallavita.it, piattaforma lanciata alcuni mesi fa

 

 

 

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Ricetta Pomì: 1 kg di pomodori padani e un pizzico di marketing

Dopo i polveroni di Enel e Barilla, anche la Pomì entra trionfante nella lista nera delle aziende da boicottare, per la rete, a seguito di una campagna promozionale che ha suscitato non poche polemiche.

Le rivelazioni del pentito Schiavone e il focus sulla “Terra dei fuochi” sono state notizie che hanno fanno tremare il mercato e la Pomì vuole rassicurare i clienti: il pomodoro viene coltivato in Emilia, in Lombardia, in Veneto e in Piemonte. Non in Campania.

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Forse all’improvviso i sogni leghisti diventano realtà? L’Italia è divisa tra buoni e cattivi, tra nord e sud, tra inquinati e non?

E cosa sappiamo della Pianura Padana? Misurate le polveri ultrasottili la Pianura Padana è la zona più inquinata d’Europa.

Cosa fareste voi per rassicurare i clienti?

Esistono modi diversi e magari più efficaci per differenziare i propri prodotti positivamente rispetto alla concorrenza. Un brand come Pomì avrebbe potuto valorizzare la sua storia, non associando qualità a posizione geografica. Avrebbe potuto valorizzare la cura che l’azienda ha nella selezione dei pomodori, per esempio.

Forse manca la comunicazione positiva in questa immagine: non c’è valorizzazione delle qualità ma un definire “confini”. Sarebbe stata apprezzabile una comunicazione più orientata verso il consumatore, maggiormente utile, che affrontasse il problema vero: “pomodoro sicuro/pomodoro non sicuro”.

Solo da lì? Contenti così!” è la risposta di un gruppo “filomeridionale” alla pubblicità della Pomì. Anche la politica non risparmia commenti. “Questo – dichiara l’assessore all’Agricoltura Daniela Nugnesnon è certo il momento di fare i furbetti sul mercato. Non è corretto farsi pubblicità su un disastro ambientale che dovrebbe diventare un caso nazionale e non un appiglio per ulteriori discriminazioni nei confronti del Mezzogiorno. Sebbene sia legittimo puntare sulla tracciabilità dei prodotti non si può giocare sulla pelle degli agricoltori campani, soprattutto alla luce dei risultati diffusi recentemente dall’Istituto superiore di Sanità che ha certificato la salubrità delle produzioni di un’area considerata a rischio, quale quella vasta di Giugliano“.

Dopo il grande caos i dirigenti dell’azienda Pomì chiariscono il loro punto di vista anche sui social network: ”I recenti scandali di carattere etico/ambientale stanno muovendo l’opinione pubblica, generando disorientamento nei consumatori verso questa categoria merceologica. Il Consorzio Casalasco del Pomodoro e il brand Pomì sono da sempre contrari e totalmente estranei a pratiche simili, privilegiando una comunicazione chiara e diretta con il consumatore“.

Tra i vari messaggi e testi scritti sull’argomento sicuramente spicca l’iniziativa di Gino Sorbillo che ha affisso un cartello fuori dalla sua pizzeria con la scritta “In questo locale non si usa la salsa Padana”, accompagnato da una vera e propria pizza margherita decorata con la scritta, fatta di mozzarella, ‘No Pomì’

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La protesta delle sedie a rotelle

La vendetta, si sa, è un piatto da servire freddo. È quello che devono aver pensato le associazioni di disabili portoghesi che hanno scelto la Giornata Nazionale di Lotta per i Disabili per mettere in pratica una protesta divertente e anche di notevole visibilità mediatica per protestare contro l’occupazione indiscriminata dei posti a loro riservati.

Gli automobilisti di Lisbona e Vila Real, in Portogallo, si sono trovati di fronte ai soliti cartelli “sono andato a prendere un caffè”, “torno subito”, classiche scuse di chi parcheggia dove non dovrebbe creando disagio al resto della cittadinanza. Stavolta però i fastidiosi messaggi non erano posizionati sui parabrezza di vetture in divieto di sosta, ma su decine e decine di sedie a rotelle, occupanti tutti i posti disponibili della zona.

Certo qualche guidatore andando di fretta si sarà sicuramente arrabbiato non sapendo dove parcheggiare la propria automobile; forse però, la prossima volta ci penserà un pò prima di occupare il posto di qualcun altro.

Si tratta di un’iniziativa molto singolare per protestare contro l’uso irregolare dei posteggi riservati ai disabili.

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Dixan smacchia Dash

Nei mesi scorsi, la società che produce prodotti per la pulizia Procter & Gamble aveva diffuso una serie di spot pubblicitari riguardo la maggiore efficacia di un proprio detersivo, il detergente per lavatrici “Dash”, rispetto a quello che negli spot veniva definito “il principale concorrente”. Lo spot conteneva, in particolare, un’affermazione secondo cui “un misurino di Dash smacchia come un misurino e mezzo del principale concorrente”.

In questi giorni è partita la campagna stampa Dixan che porta all’attenzione dei consumatori il recente pronunciamento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in merito alla correttezza degli spot pubblicitari diffusi da Procter & Gamble fin dai primi mesi del 2013. Tali spot sono stati giudicati ingannevoli dall’Autorità, in quanto inducono erroneamente a ritenere che il detersivo pubblicizzato abbia un’efficacia superiore rispetto al prodotto comparato.

La campagna di Henkel a tutela del proprio marchio Dixan evidenzia le conclusioni a cui l’Autorità è giunta nel corso del procedimento: le prove di laboratorio confermano che, sulla maggior parte delle macchie testate, l’efficacia di lavaggio dei due detersivi è sostanzialmente analoga, pertanto la comunicazione in esame contiene “dichiarazioni non vere circa le caratteristiche, le quantità e i risultati conseguibili con il prodotto pubblicizzato”.

La campagna Henkel apparirà sui principali quotidiani nazionali e regionali, sui maggiori settimanali destinati al pubblico femminile, nonché su alcuni mensili rivolti alla grande distribuzione.

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GOOD un simbolo di fede che si mostra a chi crede

La rinascita econonica di una nazione si costruisce sulla sua eredità culturale. E se il Paese in questione è l’Italia, allora si è avvantaggiati in partenza. La marcia in più, figlia di una cultura intrisa di ogni forma d’arte, è il Design, che si rivela centrale alla ripartenza dell’industria nel mondo e per il quale il nostro Paese gode di grande credibilità a livello globale.

Il design è il Made in Italy e in tutto il mondo siamo ancora riconosciuti come leader nella cultura del progetto. Dobbiamo però renderci conto che non si tratta più di dare forma ad oggetti, che non stiamo più parlando solo del “ben fatto”, ma che il design è la capacità di affrontare problemi emergenti, di risolvere questioni complesse a livello sociale, organizzativo, economico: il design è una visione, una capacità di gestire il divenire dandogli forme nuove.

Oggi vi parliamo del progettoGOOD” firmato Defacts, frutto di due designers italiani, Fabio Dodesini e Roberto Marini.

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GOOD è il ricordo della crocefissione. Progettare un oggetto importante quale è la Croce Cristiana è una delle sfide più ardue per un designer.

Ma cosa è la fede? Credere senza aver visto.

GOOD o GOD? Se Dio è Amore allora anche nella parola Buono (Good) è contenuto il Signore (God).

Oggi, in una società frenetica e superficiale, il crocefisso è diventato oggetto e sempre meno significato e ricordo. Ragionando sulla croce i due designers si sono posti delle domande e da lì l’intuizione: basta pronunciare la parola croce per renderla visibile agli occhi di chi crede.

“Non abbiamo creato una croce – spiegano i designers – ma suggerito il suo vuoto che deve essere riempito da ciascuno di noi, con la nostra soggettività, interpretazione, fede: ognuno di noi diventa così artista e riempie questo vuoto con la sua sensibilità e credo. E’ una croce che non puoi togliere dalle pareti perché non esiste: esistono materialmente solo 4 strani dischetti.”

La fede si deve mostrare o è uno “status personale” che non va imposto agli altri? Si espone ancora il crocefisso in salotto? Ragioni legate all’estetica moderna, alla sfera personale, all’arredamento, probabilmente hanno portato tutti noi a nascondere sempre più questo simbolo di pace e speranza. Forse anche una certa forma di “educazione” verso il prossimo: come se non si volesse imporre al visitatore il proprio credo.

GOOD, in questo senso, è una “croce educata”: si mostra a chi la vuol vedere.

Vi abbiamo incuriosito? Visitate il loro sito

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MINI: se vuoi si chiama Pietro, torna indietro

Un’insolita quanto accattivante campagna pubblicitaria volta a ingolosire il pubblico che viaggia su quattro ruote e, soprattutto, chi abbia intenzione di cambiare la propria automobile.

E’ infatti on air, su tv, web e radio la nuova campagna realizzata per comunicare il concept di MINI Free2Drive, la nuova formula di leasing dedicata all’utenza consumer che permette di guidare da subito una MINI Countryman e decidere dopo due anni se tenerla, restituirla, cambiarla.

La campagna gioca sul noto modo di dire “Si chiama Pietro… torna indietro”, usato per un oggetto dato in prestito. In questo modo, si mette in risalto una delle possibilità che il nuovo piano finanziario del brand automobilistico mette a disposizione.

 E per finire c’è un altro claim a supporto del precedente: “Fai come se fosse tua”.

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