1 euro a notte per casa più piccola al mondo!

Pensate alla comodità di portare la vostra casa sempre con voi. Spostarvi insieme a lei, senza difficoltà. Avere uno spazio tutto vostro in cui rifugiarvi in qualsiasi istante.

Può sembrarvi un’idea irrealizzabile? Avete torto. Una casa così esiste. A realizzarla ci ha pensato Van Bo Le-Mentzel architetto di Berlino e fondatore della Hartz IV Möbel. ‘One-Sqm-House‘ è il nome di questa stravagante e pratica domus contemporanea che senza giri di parole richiama proprio le dimensioni della casa stessa la cui estensione è di un solo metro quadro.

Un micro-cosmo che pesa solo 40 chili. Un monolocale a prova di claustrofobia che però è dotato di tutti i comfort necessari per poterci vivere con estrema semplicità. La sua struttura è realizzata con pannelli di legno, ha una finestra scorrevole e una porta con tanto di serratura per la sicurezza del suo inquilino. Grazie ad un meccanismo di ‘flipping’ può essere utilizzata sia in verticale che in orizzontale. In questo modo le possibilità di utilizzo aumentano notevolmente rendendo la One-Sqm-house estremamente versatile.

Il progetto 1 M² House vuole consentire alle persone di tutto il mondo con un reddito basso, ma con grande curiosità, di scoprire Berlino in modo coraggioso e originale. Il prezzo di 1 € a notte include: la chiave per la mini casa, l’uso di cucina, bagno e docce a EastSeven Hostel e il Wi-Fi in zona BMW Guggenheim Lab.

smallest-house-one-sqm-van-bo-le-mentzel-3

 

http://www.treesessanta.com
Annunci

Hashtag: Chi lo ha inventato e perché

Era l’estate 2007, anno di primissimi passi nella diffusione dei social media negli USA.

Il primo hashtag fu #barcamp e fu lanciato da Chris Messina nel corso della omonima conferenza di Nashville.

Curiosamente, il primo hashtag fu proposto per lanciare l’idea di mettere gli hashtag: Chris chiedeva infatti ai suoi followers se per loro fosse una buona idea far precedere da un cancelletto la chiamata a un tema di aggregazione (o un gruppo). La risposta fu evidentemente positiva, perché da allora gli hashtag iniziarono a diffondersi su Twitter (non certo ancora su Facebook) in modo del tutto spontaneo e dapprima occasionale, come strumento di caratterizzazione tematica dei propri tweet, e furono particolarmente utilizzati nel corso dei terribili incendi che colpirono i boschi della California attorno a San Diego quello stesso anno.

Twitter non fu certo un campione di reattività di fronte agli hashtag: dal famoso momento in cui il primo hashtag venne lanciato in un tweet dovettero passare due anni giusti, prima di arrivare nel 2009 al momento dell’adozione effettiva.

Instagram seguì Twitter a distanza di un anno e mezzo. Nello stesso periodo (siamo a gennaio 2011) Audi utilizzò un hashtag nella propria pubblicità televisiva lanciata in occasione del Super Bowl di quell’anno.

Gli hashtag sono ottimi strumenti di aggregazione (e indicizzazione da parte di Google) e consentono, soprattutto su GooglePlus, di evidenziare in modo forte e strutturato l’argomento di cui si sta parlando, creando in questo modo micro-comunità tematiche spontanee.

Gli hashtag sono utili anche per aumentare la diffusione dei propri tweete stabilire la propria brand identity.

hashtags
http://www.treesessanta.com

I 7 errori da evitare in Facebook

Prima di pensare a come ottimizzare la vostra presenza su Facebook, a come convertire le visite in clienti, a come stupire gli utenti con ingegnosi post di instant marketing, è meglio partire dalle basi, e sapere cosa è bene non fare su una pagina Facebook.

Non prestare attenzione ai dettagli può essere fatale.
Di seguito trovate i 7 errori da evitare.

  1. Non scrivere come se fossi un robot > Cerca di trasformare ogni commento dei tuoi clienti in una positiva interazione. Copiare e incollare riposte standard, fredde e automatiche potrebbe sì farti risparmiare tempo, ma offrirai una spiacevole esperienza di community.
  2. Non eliminare i tuoi post e nemmeno quelli degli utenti > Hai pubblicato qualcosa che non avresti nemmeno dovuto pensare? Bene, pubblica un altro post di scuse, ma evita di cancellare quello contenente l’errore, oppure di editarne mille volte il testo. Non cancellare nemmeno i post dei tuoi fan, che possono trasformarsi in una buona occasione di confronto e per dimostrare l’autenticità delle possibili scelte contestate.
  3. Non essere noioso e ripetitivo > Moltissimi utenti tendono a mantenere il “mi piace” ad una pagina ma a smettere di seguire gli aggiornamenti, proprio a causa di post auto celebrativi, noiosi o poco interessanti.
  4. Non dimenticare il tuo target > Ad esempio, se la pagina Facebook si riferisce ad un’azienda che produce articoli per bambini, l’audience sarà verosimilmente quella di adulti da 30-35 anni in sù. Quindi non cercate di porre l’attenzione su quanto siano colorati i giocattoli, piuttosto su quanto siano sicuri e convenienti.
  5. Non usare hashtag a caso
  6. Usa l’humor solo se ne sei capace
  7. Non cercare scorciatoie > Acquistare “fan” per la pagina? Nemmeno per idea! Taggare pagine a caso nei post? Non serve a nulla. Condividere i post della pagina col proprio profilo e taggare i vostri amici? Basta, tanto quelli sono like per disperazione, non per interesse.

 

20141213_dislike

 

 

http://www.treesessanta.com

Wind: per comunicare davvero la tecnologia non è tutto

La tecnologia ci ha sicuramente avvicinato.

Comunicare è sempre più semplice e sempre più veloce. Ma ci sono occasioni in cui gli uomini e le donne hanno e avranno sempre bisogno di incontrarsi e comunicare così, uno di fronte all’altro.

Wind ha scelto una storia delicata, un cortometraggio firmato da Giuseppe Capotondi che con garbo e poesia ci ricorda quanto sia importante sentirsi vicini a qualcuno, aggirando una tecnologia sempre più pervasiva nella nostra vita e nei nostri affetti. Se stai pensando di comunicare davvero a qualcuno che ti sta a cuore, guarda questo piccolo pezzo di cinema, 4.05 minuti di puro emotional entertainment.

Un corto dal respiro infinito, carico di spinte emozionali e valoriali. Un ritorno alla famiglia. Un figliol prodigo biblico che torna alle origini domestiche dopo aver capito che “a volte per comunicare davvero, la tecnologia non è tutto”, come recita la scritta finale di questo mini movie.

Non basta più convincere dei prodotti, bisogna commuovere attraverso gli stessi!

 

 

http://www.treesessanta.com

Carlos Ayesta: il fotografo che sfida la gravità

Quando ho visto una fotografia di Carlos Ayesta ho pensato che fosse stata fatta con un qualche aggeggio tecnologico. Invece a lui piace calarsi giù dai palazzi e scattare incredibili foto della città restando appeso con una corda.

Ayesta Carlos, nato a Caracas nel 1985, lavora come fotografo freelance; ha colpito tutta la popolazione di appassionati fotografi con il suo affascinante, se pur rischioso, metodo per catturare immagini di edifici.

L’artista francese si aggancia come un novello Spider-Man a delle corde e scatta da una prospettiva entusiasmante e unica. Le sue immagini mostrano la parte più intima di un grattacielo e la vita che si svolge all’interno, il tutto con soffusa “discrezione”.

Dice il fotografo: “Posso prendere le immagini di cose nascoste. Nessuno sulla terra o sulla cima degli edifici può vedere ciò che io vedo“. Carlos Ayesta chiama questa nuova e pericolosa visione fotografica:  “Architettura verticale”.

 

 

 

 

http://www.treesessanta.com

DHL è più veloce

DHL, nota compagnia di logistica, manda al tappeto i suoi avversari con una campagna marketing eccezionale. Dall’headquarter avranno pensato: “Perché non sfruttare le consegne dei nostri concorrenti per farci pubblicità in modo gratuito?”

Ecco il piano dell’headquarter: chiamiamo le più note compagnie di logistica e chiediamo di consegnare un pacco di grandi dimensioni, all’esterno del pacco scriviamo “DHL è più veloce”. Poi avvolgiamo il pacco con un nastro, lo mettiamo in un grande congelatore e con un reagente termico facciamo in modo che il pacco dall’esterno diventi opaco quando la temperatura va sotto lo zero, così non si vedrà la scritta. Quando il pacco subirà degli sbalzi di temperatura, quindi verrà consegnato, si vedrà: DHL è più veloce.

 

 

 

http://www.treesessanta.com

Con Ikea dai spazio all’immaginazione…ma con ordine

La nuova campagna integrata sul tema “Living with Children”, che si sviluppa tra tv, web e radio, racconta il tema dell’ordine in casa.

Nello spot tv, on air dal prossimo primo febbraio, si apre un nuovo capitolo che declina il concept “Basta poco per fare spazio all’immaginazione” e che vede ancora una volta come protagonista la famiglia incontrata nei precedenti episodi Ikea a settembre e a Natale.

Sul web la storia continua in sinergia su ikea.it e spazioallavita.it, piattaforma lanciata alcuni mesi fa

 

 

 

http://www.treesessanta.com