WWF: il menù del riscaldamento globale

La sezione WWF del Paraguay ha voluto dare una dimostrazione pratica dei cambiamenti climatici che hanno investito il Paese realizzando il primo menù che prevede la cottura del cibo al sole.

Uova, polenta, fornelli disegnati a terra con il gesso sull’asfalto e la mano dello chef Rodolfo Angenscheidt. Il “Global Warming Menu” è stato offerto direttamente tra le vie della città, attirando i curiosi all’interno di un simil ristorante.

Il progetto ha voluto dismostrare quali sono gli effetti del Global Warming; Asuncion, la capitale del paese, è diventata negli ultimi anni una delle città più calde al mondo, un cambiamento dovuto soprattutto alla grande deforestazione ancora in atto.

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Dacia Sponsor Day: l’Italia che resiste

In petto, sulla maglia di un club di Serie A.

Dacia ha realizzato il sogno di Michael Nino, l’imbianchino di 26 anni di Villadossola, che per una domenica ha visto il nome della sua ditta individuale sulla maglia dei giocatori dell’Udinese.

Michael è infatti uno dei tre vincitori del Dacia Sponsor Day, il concorso che il brand Dacia del gruppo Renault ha lanciato il 13 settembre scorso in collaborazione con l‘Udinese Calcio e che ha voluto dare la possibilità a tre piccole aziende con meno di tre dipendenti ciascuna di diventare main sponsor del club friulano per un giorno.

L’idea di Dacia è stata quella di offrire un sogno a tre giovani imprenditori che siano portatori di una storia interessante e di successo e premiarli con la possibilità di essere conosciuti a livello nazionale. Nonostante il periodo di crisi ci sono piccole imprese che non si perdono d’animo e con tenacia e intraprendenza continuano a portare la propria competenza e il proprio lavoro dove richiesto.

“Michael Nino Imbianchino” è stato lo sponsor titolare apparso sui cartelloni pubblicitari dello stadio, sui backdrops delle interviste e, ovviamente, sulla maglia dei bianconeri di Udine che per l’occasione ha subito qualche ritocco a livello di layout della casacca: colletto a V tutto in bianco, bordo inferiore senza inserto dorato e con le strisce che scendono per tutta la maglia; assenza della striscia nera sul pannello frontale delle spalle.

Uno sponsor originale che non ha mancato di suscitare una risonanza mediatica tale che la notizia è entrata al quarto posto dei Trending Topics Italia di Twitter.

Sebbene la fede calcistica di Michael sia milanista, Essere sulle maglie dell’Udinese, nel giorno della partita contro la Roma, ripaga di tutti gli sforzi, dei sacrifici fatti” ha commento emozionato il ragazzo, che ha partecipato alla conferenza stampa di sabato insieme a Pinzi, Di Natale e ai dirigenti di Dacia e Udinese.

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Ad incidere sulla scelta di Michael e degli altri due vincitori, hanno influito la vicinanza del loro modello di business a quello di Dacia che propende sempre verso il miglior rapporto qualità prezzo sul mercato, associato a concretezza e responsabilità. Un modo per dare visibilità a delle realtà difficili da rintracciare e per sperimentare una nuova idea di sponsorizzazione che porti le piccole aziende ad essere proposte su larga scala seppur per un periodo breve. Gli altri vincitori diventeranno sponsor in occasione di Udinese-Inter e Udinese-Fiorentina.

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Quello che certamente è interessante è che il gruppo Renault, pur cedendo gratuitamente lo spazio pubblicitario, ha mantenuto comunque una visibilità considerevole facendosi promotrice di questa campagna marketing decisamente arguta.

 

 

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Forme di futuro all’Internet Festival di Pisa

C’è bisogno di un festival per parlare di Internet? Si, ce n’è bisogno. Un festival è un momento di riflessione che va ad incastonarsi in un flusso di bit per fermarli e capirli, per mettere ordine ed offrire spunti nuovi.

Si è chiusa ieri l’edizione 2013 dell’Internet Festival, che ha “occupato” la città di Pisa dal 10 al 13 ottobre, città dove è nata l’informatica italiana e dove è stato fatto il primo collegamento internet nel nostro paese. Incubatori è la parola chiave dell’edizione 2013.

L’Internet Festival ha esplorato come l’utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione possa rappresentare un humus capace di trasformare il territorio in un luogo fertile per lo sviluppo e la crescita di idee, invenzioni, opportunità, prodotti, servizi e start up, che possano anche facilitare l’uscita dalla crisi, indicare la via per uno sviluppo condiviso e rappresentare un futuro percorribile.

Imprenditori, startupper, giornalisti, politici, filosofi, scienziati ed esperti si sono confrontati su temi come il marketing sostenibile, Big Data, eSecurity, innovazione sociale, miglioramento della qualità della vita e imprenditoria innovativa. I due eventi-clou di chiusura, il keynote speech di Remo Bodei e il dibattito sulle smart cities, hanno avuto un’eccezionale presenza di pubblico e di contatti online, a dimostrazione che si può osare parlare di filosofia e di temi tecnologicamente e socialmente rilevanti, ma non popolari, nelle ore centrali di una domenica di un ottobre ancora tiepido.

Sono già disponibili alcuni dati complessivi della kermesse: 60 i paesi rappresentati a Pisa direttamente o virtualmente, in remoto, dall’Argentina allo Zaire; 23 mila i dispositivi (pc, smartphone, tablet) collegati alla rete wi-fi del Festival, con più di 1 Terabyte di dati transitati; 20 le location impiegate, con 200 relatori impegnati in oltre 150 eventi; 62 laboratori; 26 panel; 10 presentazioni di libri; 4 proiezioni cinematografiche con anteprime nazionali; 3 spettacoli teatrali inediti. Molto significativa la presentazione al mercato di 50 nuove start up.

Molte le tecnologie presentate. La più rilevante è quella del guanto Bluetooth, che permetterà di parlare attraverso il classico gesto della telefonata, ascoltando attraverso il pollice e parlando attraverso un microfono. L’uscita e’ prevista nei primi mesi del 2014, a progettarlo è stata un ditta giapponese.

Il Festival quest’anno ha avuto come madrina Maria “Wikissori”, fantasiosa illustrazione ispirata alla pedagogista italiana Maria Montessori, rintracciabile in tutta la città insieme a quelle già note come, per esempio, quella di “Googleo” Galilei.

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I 100 brands più famosi del 2013

Interbrand – Best Global Brands 2013

Interbrand, la maggiore società internazionale di brand consultancy, presenta la quattordicesima edizione del Best Global Brands, lo studio annuale che analizza i 100 brand globali a maggior valore economico, annunciando l’epocale sorpasso di Apple e Google su Coca-Cola, che aveva detenuto per tredici anni consecutivi il titolo di leader della classifica. La old economy cede il passo alle nuove teconologie.

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Apple ha fatto il suo ingresso nell’Interbrand Best Global Brands fin dalla sua prima edizione, nel 2000, classificandosi in 36esima posizione con un valore del brand pari a 6,6 miliardi di dollari. Oggi, il valore del brand della Mela è di 98,3 miliardi dollari, quasi 15 volte quello del debutto, contro i 93,2 miliardi di Google, i 79,2 di Coca-Cola, i 78,8 di Ibm e i 59,5 di Microsoft.

Mettendo i propri consumatori al centro di tutto ciò che fa, Apple è in grado di anticipare i gusti e le necessità del mercato e di definire gli standard in termini di design e performance. Con 72 milioni di Mac in uso e nuovi record nelle vendite di iPhone e iPad, Apple ha scalzato Coca-Cola dal podio diventando il brand a maggior valore economico dell’Interbrand Best Global Brands 2013.

Anche quest’anno l’Italia è rappresentata dai brand del settore lusso: Gucci, con oltre 10 miliardi di dollari, Prada con un valore di 5,570 miliardi di dollari e Ferrari valutata 4,013 miliardi di dollari.

New entry nello studio Best Global Brands dopo un anno da record sono i canali Discovery, Duracell e Chevrolet. I canali Discovery, disponibili in 217 paesi e territori e tradotti in 45 lingue, raggiungono più di 1,3 miliardi di utenti al di fuori degli Stati Uniti. Duracell, brand di proprietà di Procter & Gamble fa ritorno nella Best Global Brands dopo esserne uscita nel 2010. Duracell era presente nello studio fin dalla sua prima edizione e nel 2009 aveva raggiunto la posizione 85, con un valore del brand pari a 3,563 miliardi di dollari. Oggi Duracell detiene il 25% della quota di mercato globale delle batterie ed è considerato uno dei brand principali di P&G. Con circa il 50% delle vendite di GM, Chevrolet entra per la prima volta nell’Interbrand Best Global Brands.

Il settore automotive, sul sentiero del recupero dopo anni di grande difficoltà, è quello con la più ampia rappresentanza nella classifica con quattordici brand, dei quali ben nove hanno registrato una crescita a doppia cifra: Toyota, Mercedes -Benz, BMW, Honda, Volkswagen, Ford, Hyundai, Audi, Porsche, Nissan, Kia, Chevrolet, Harley – Davidson e Ferrari.

Per il 2013 il valore totale di tutti i 100 Best Global Brands è di 1.500 miliardi dollari – un aumento record dell’8,4 per cento rispetto al valore totale dei 100 Best Global Brands nel 2012.

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Macchianera Italian Awards 2013, ecco i vincitori #MIA13 e #TA13

Se leggendo non avete la benché minima idea di cosa si stia parlando occorre fare un passo indietro. Rimini, il “Blogfest” che si è tenuto dal 19 al 21 di settembre. Tre giorni fitti di appuntamenti, conferenze, panel con baricentro i social network. Il blogfest è un evento molto importante per gli internauti; è una manifestazione nata in quel di Riva del Garda per soddisfare le tantissime domande che gravitano attorno al mondo del Blog, Facebook, Twitter, chat e forum. Ogni minuscolo anfratto delle varie forme di comunicazione via internet viene sviscerato. L’evento clou del weekend riminese è rappresentato dalla cerimonia di consegna dei Macchianera Internet Awards.

A scegliere sono stati solo ed esclusivamente gli internauti (1.300.000), con una doppia fase che ha portato prima alla definizione delle nomination e poi all’assegnazione dell’ambito riconoscimento.

Dopo la premiazione dei Tweet Awards 2013, #TA13, sono stati consegnati gli Oscar del Web Italiano, i Macchianera Italian Award 2013, appunto. Se nel primo evento sono stati premiati tutti coloro che animano la community del social network Twitter, con i #MIA13 si punta un po’ più in grande cercando di evidenziare e premiare il meglio del web italiano: personaggi, portali e siti tematici e non solo; tutto purché riguardi il web italiano.

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Anche quest’anno sono fioccate una valanga di polemiche in merito ai vincitori di alcune categorie. Parlando proprio dei premiati, ha scatenato l’ilarità nella sala il premio Miglior Personaggio dell’Anno che è andato al neo-eletto Papa Francesco, superando persino un personaggio come Fiorello. Un risultato che sorprende ma che rispecchia certamente il grande momento di notorietà del Papa che nel giro di sei mesi è già entrato nel cuore dei fedeli, ma non solo. Papa Bergoglio ha preso in eredità da Papa Benedetto XVI l’account twitter @pontifex, aperto a dicembre 2012, attraverso il quale ha saputo trasmettere i suoi messaggi che hanno riscosso sempre grande attenzione. A lui sono andati il 32% dei voti, a Fiorello il 23%.

Vincitori #MIA13:

1. Miglior Personaggio: Papa Francesco
2. Miglior Sito: Il Fatto Quotidiano
3. Miglior Sito Italiano di Informazione: Ansa.it
4. Miglior Sito di Satira: Spinoza
5. Miglior Community: Alfemminile
6. Miglior Articolo (5 buone ragioni per non votare Grillo): Quitthedoner
7. Miglior Campagna Pubblicitaria: Coca Cola
8. Miglior Brand: Nutella
9. Miss Internet: Selvaggia Lucarelli
10. Mister Internet: Azael
11. Miglior Polemica: Enrico Mentana vs. Twitter
12. Miglior Rivelazione: Pinuccio
13. Miglior App Italiana: Musixmatch
14. Miglior Web Agency italiana: Hagakure
15. Miglior sito Educational: Cicap
16. Miglior Battuta: Marco guernyesterday
17. Miglior sito Cinematografico: I 400 calci
18. Miglior disegnatore vignettista: Makkox
19. Miglior sito televisivo: ItalianSubs
20. Miglior sito musicale: Bastonate
21. Miglior sito letterario: L’apprendista libraio
22. Miglior sito fashion: Vogue
23. Miglior sito di economia: Il Sole 24 Ore
24. Miglior sito per genitori e bambini: Ma Che Davvero?
25. Miglior sito politico d’opinione: La Z di Zoro
26. Miglior radio podcast: Radio Deejay
27. Miglior pagina Facebook: Feudalesimo e libertà
28. Cattivo più temibile: LVIX
29. Peggior flop: Fare – per fermare il declino
30. Miglior fake: casaleggio
31. Premio alla carriera: Stefano Quintarelli
32. Miglior sito tecnico divulgativo: Il Disinformatico

Vincitori #TA13:

1. Twittero dell’anno 2013
@matteograndi, @lddio ha ceduto il suo premio per non bissare la vittoria dello scorso anno

2. Miglior Uomo su Twitter
@Luca_Preziosi

3. Miglior Donna su Twitter
@liaceli

4. Twittero Rivelazione 2013
@cappellanomatto

5. Twittero più simpatico 2013
@tristeMietitore

6. Miglior Azienda su Twitter 2013
@DeezerItalia

7. Miglior Fake/Parodia 2013
@Casalegglo

8. Miglior Celebrità su Twitter
@Fiorello

9. Miglior Giornalista su Twitter
@AndreaScanzi

10. Miglior account a tema: CUCINA
@GialloZafferano

11. Miglior account a tema: BEAUTY/FASHION
@ClioMakeUp

12. Miglior account a tema: SPORT
@SkySport

13. Miglior account a tema: POLITICA
@MatteoRenzi

14. Miglior account collettivo
@Spinozait

15. Account più innovativo 2013
@Emergenza24

 

Ecco il video della premiazione:

 

 

 

Vogue Fashion Night out: un evento che unisce marketing e moda #VFNO

Puntuale come sempre e ricca di sorprese è arrivata anche quest’anno la Vogue Fashion Night Out, la notte bianca che celebra protagonisti e utenti della moda internazionale, per la quinta volta a Milano, con il suo fitto calendario di presentazioni, party ed eventi.

Un evento che unisce moda, in questo caso la nota rivista Vogue Italia, il commercio e promozione del territorio, in questo caso Milano, in un’ottica di responsabilità sociale.

Un’opportunità di sviluppo e un nuovo fattore di competitività per la comunità territoriale milanese e non solo, nel tentativo di risollevare quelle che sono le potenzialità economiche offerte dalla città e dai brand presenti.

Una Vogue Fashion Night Out fatta di hashtag, geolocalizzazioni, tag e like, una Vogue Fashion Night Out social, trasmessa con un costante live feed dalle case e dagli utenti su tutti i social network.

Negozi aperti fino a tarda serata, atmosfera di festa con eventi musicali, shopping esclusivo con la possibilità di acquistare oggetti limited edition, creati appositamente per l’occasione.

Alcuni partner dell’iniziativa: Citroën, che in quest’occasione ha presentato la nuova versione della DS3, Samsung, che ha realizzato cover personalizzate limited edition del Galaxy S III in collaborazione con alcuni noti designer del mondo della moda, Lavazza, che mostra in anteprima la nuova Limited Edition Lavazza ¡Tierra!.

Lavazza ha presentato questo progetto che celebra l’impegno dell’azienda torinese per la sostenibilità, intesa come connubio perfetto di impegno per il sociale e l’ambiente, nell’ottica della Corporate Social Responsibility che da sempre la caratterizza. Per questa seconda edizione dell’evento organizzato da Vogue, la Limited Edition Lavazza ¡Tierra! è stata realizzata da 6 dei più grandi artisti internazionali contemporanei (Stefano Arienti, Vanessa Beecroft, Maurizio Donzelli, Mihret Kebede, Nico Vascellari e Francesco Vezzoli), che a loro volta ben comprendono e condividono la mission di Lavazza per la sostenibilità. A ciascuno di loro è stato chiesto di dedicare un tributo a Lavazza ed ai suoi valori: a questo scopo gli artisti hanno immaginato 6 creatività altamente evocative. Un esercizio di fantasia, con alla base un forte impegno per la concretezza.

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JDC, in collaborazione con “Il milanese imbruttito”, per espandere la propria brand identity anche sul web ha organizzato un concorso attraverso il quale era possibile vincere un intero outfit marchiato JDC. Dopo lo shooting fotografico le foto sono state postate su Facebook e Instagram e, in base ai like ottenuti, si è decretato il vincitore.

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Per Carpisa, invece, la Vogue Fashion Night è stata l’occasione per lanciare la linea Carpisa Tattoo attraverso la quale è possibile personalizzare le proprie valigie con un disegno, una foto o una frase a piacere, tramite il sito internet http://www.tattoo.carpisa.it

Impegno sociale anche per Carpisa che, in collaborazione con Yamamay distribuiva t-shirt con su scritto lo slogan Ferma Il Bastardo per una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne con le quali era stato anche organizzato un flash mob. Anche per Carpisa e Yamamay fondamentale risultava essere la partecipazione social con l’hashtag #fermailbastardo.

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Alcott Los Angeles ha organizzato all’interno dello store una vera e propria festa tutta al femminile, trasmessa in diretta streaming sui social network grazie a ragazze che si muovevano all’interno del negozio con degli iPad per riprendere la serata e scattare fotografie che sono state caricate istantaneamente sul web.

Campari e Pinko hanno dato vita invece ad un evento più ricercato. Ambiente luminoso ed elegante, abbigliamento Pinko e aperitivi Campari distribuiti ai presenti hanno dato alla serata, nello store tra Piazza del Duomo e San Babila, un carattere patinato anche grazie alla presenza di un dj set con Alena Seredova.

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Stroili Oro per la Vogue Fashion Night Out ha trasformato il suo store in una vera e propria VIP room. L’ingresso era interdetto ai comuni mortali i quali si accalcavano alle transenne fuori dal negozio nel tentativo di fotografare le due celebrities presenti alla serata: Elisabetta Canalis e il rapper italiano Fedez. Stroili ha lanciato in questa serata degli orecchini, un’edizione limitata per la Vogue Fashion Night, parte delle cui vendite sarebbe stata destinata alla riqualificazione del quartiere di Quarto Oggiaro a Milano.

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La Vogue Fashion’s Night Out è nata a New York su decisione della Condè Nast nel 2008. Esportata in 18 paesi, la notte della moda è stata ovunque un successo: migliaia di persone in strada per comprare o anche solo ammirare, le tendenze del momento.

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