1 euro a notte per casa più piccola al mondo!

Pensate alla comodità di portare la vostra casa sempre con voi. Spostarvi insieme a lei, senza difficoltà. Avere uno spazio tutto vostro in cui rifugiarvi in qualsiasi istante.

Può sembrarvi un’idea irrealizzabile? Avete torto. Una casa così esiste. A realizzarla ci ha pensato Van Bo Le-Mentzel architetto di Berlino e fondatore della Hartz IV Möbel. ‘One-Sqm-House‘ è il nome di questa stravagante e pratica domus contemporanea che senza giri di parole richiama proprio le dimensioni della casa stessa la cui estensione è di un solo metro quadro.

Un micro-cosmo che pesa solo 40 chili. Un monolocale a prova di claustrofobia che però è dotato di tutti i comfort necessari per poterci vivere con estrema semplicità. La sua struttura è realizzata con pannelli di legno, ha una finestra scorrevole e una porta con tanto di serratura per la sicurezza del suo inquilino. Grazie ad un meccanismo di ‘flipping’ può essere utilizzata sia in verticale che in orizzontale. In questo modo le possibilità di utilizzo aumentano notevolmente rendendo la One-Sqm-house estremamente versatile.

Il progetto 1 M² House vuole consentire alle persone di tutto il mondo con un reddito basso, ma con grande curiosità, di scoprire Berlino in modo coraggioso e originale. Il prezzo di 1 € a notte include: la chiave per la mini casa, l’uso di cucina, bagno e docce a EastSeven Hostel e il Wi-Fi in zona BMW Guggenheim Lab.

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La tovaglia doodle

Noi la troviamo decisamente bellissima! Si tratta della tovaglia Doodle per divertirsi scarabocchiando a tavola. Pensata per adulti e bambini, per chi disegna cuoricini al telefono, per i bimbi che amano creare dinosauri sulle pareti o per chi si vuole intrattenersi con la matita mentre aspetta di pranzare. La tovaglia millimentrata da come limite solo una superfice di 180 x 150 cm e null’altro. E’ inoltre lavabile e riutilizzabile perchè realizzata in cotone 100%. Nel kit d’acquisto sono compresi anche i pennarelli colorati lavabili.

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Defacts, creatività mobile in giro per Milano

Si avvicina l’inizio del Salone del mobile 2014 che accompagnerà i curiosi nella prima metà del mese di aprile, dall’8 al 13, presso i padiglioni della Fiera Milano Rho, con le sue interessanti innovazioni dedicate al settore della casa e dell’arredamento. Quest’anno, oltre al Salone internazionale del Mobile e del Fuori Salone in giro per tutta la città, saranno presentati il SaloneInternazionale dell’Arredo e del Bagno, l’Euro Cucina e il Salone Satellite contenente tutti i progetti di giovani designer emergenti della modernità, tutto questo per ampliare la proposta e arricchire la scelta per arredare l’interno o l’esterno di una dimora.

I nostri amici creativi di Defacts, di cui vi abbiamo già parlato in passato, anche questa volta ne hanno pensata “un’altra delle loro”! Alla domanda se anche quest’anno fossero stati presenti alla kermesse milanese, ci hanno risposto Noi non siamo al Salone del Mobile e non siamo nemmeno al Fuori Salone, noi siamo il Salone Mobile”.

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I due designer porteranno in giro per Milano i loro aggetti, POLLOKil trinciapollo a forma di Pollo –  e GOOD la croce che si mostra a chi crede.

Come trovarli? Ovviamente, essendo in movimento,  attraverso i social!! Inseguiteli su Twitter e Facebook! Chi andrà a trovarli sarà ricompensato con un cicchetto di vino e olive … 100% italiane come i loro oggetti. Insomma: tante idee per strappare un sorriso! E se qualcuno vorrà unirsi alla carovana di Roberto Marini & Fabio Dodesini sarà il benvenuto…”Munitevi di carriole o carrelli della spesa o passeggini carichi delle vostre creazioni!”

 

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L’appartamento TRANSFORMER

37 metri quadrati con le stesse funzionalità di un appartamento di 100 metri. Come è possibile? Grazie ad una sapiente ristrutturazione ma soprattutto grazie ad arredi modulari e pareti attrezzate.

L’appartamento in questione si trova a New York, città dove lo spazio si paga a peso d’oro, ed è abitato da una coppia che ha voluto investire in questo progetto dopo aver vissuto per quattro anni in uno scuolabus trasformato in abitazione completo di cucina, camera da letto, bagno, salotto e anche una sala cinema.

L’appartamento è un “secondo scuolabus”: anche qui non manca nulla: un soggiorno, la sala da pranzo per ben 10 persone! uno studio, una camera da letto matrimoniale e addirittura una camera per gli ospiti.

Soluzioni come queste, caratterizzate da elevato contenuto tecnologico, ricerca, creatività, innovazione ed ingegnerizzazione, le potete trovare da Clei industria per l’arredamento con sede in Brianza.

 

 

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AirFrance gioca con il design

Faranno la gioia dei bambini, ma anche di tutti gli appassionati di aeroplani o di design curioso e particolare. Stiamo parlando delle nuove posate che il gruppo AirFrance si appresta ad utilizzare per servire a bordo dei suoi aerei i pasti. I passeggeri che voleranno con la compagnia francese e ai quali verranno serviti pranzi o cene a bordo potranno contare su delle curiose posate..

Le stoviglie per servire i pasti a bordo saranno sempre in plastica, di un bianco davvero molto candido, ma non il materiale scelto e tantomeno il colore a lasciare a bocca aperta, quanto piuttosto la scelta del design operata dall’artista che è stato chiamato a realizzarle.

La nuova collezione di posate di AirFrance, infatti, è opera del designer catalano Eugeni Quitllet che ha deciso di stupire tutti; cosa dire del coltello che si può trasformare in un aeroplanino che ricorderà proprio quello sul quale stanno viaggiando i passeggeri? Per i bambini sarà un vero e proprio spasso mangiare a bordo.

La linea contiene coltello, forchetta e cucchiaio. Ad ogni posata può essere associato un altro pezzo, un’ala, che trasforma questi oggetti di uso quotidiano in veri e propri mini aeroplani. “Un design che scompare per dare vita allo spirito di un’idea: la ricerca dell’essenziale, in oggetti scolpiti da aria e per l’aria”; con queste parole Eugeni Quitllet spiega il progetto.

 

Se volete potete visionare l’interno progetto sul suo sito

 

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GOOD un simbolo di fede che si mostra a chi crede

La rinascita econonica di una nazione si costruisce sulla sua eredità culturale. E se il Paese in questione è l’Italia, allora si è avvantaggiati in partenza. La marcia in più, figlia di una cultura intrisa di ogni forma d’arte, è il Design, che si rivela centrale alla ripartenza dell’industria nel mondo e per il quale il nostro Paese gode di grande credibilità a livello globale.

Il design è il Made in Italy e in tutto il mondo siamo ancora riconosciuti come leader nella cultura del progetto. Dobbiamo però renderci conto che non si tratta più di dare forma ad oggetti, che non stiamo più parlando solo del “ben fatto”, ma che il design è la capacità di affrontare problemi emergenti, di risolvere questioni complesse a livello sociale, organizzativo, economico: il design è una visione, una capacità di gestire il divenire dandogli forme nuove.

Oggi vi parliamo del progettoGOOD” firmato Defacts, frutto di due designers italiani, Fabio Dodesini e Roberto Marini.

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GOOD è il ricordo della crocefissione. Progettare un oggetto importante quale è la Croce Cristiana è una delle sfide più ardue per un designer.

Ma cosa è la fede? Credere senza aver visto.

GOOD o GOD? Se Dio è Amore allora anche nella parola Buono (Good) è contenuto il Signore (God).

Oggi, in una società frenetica e superficiale, il crocefisso è diventato oggetto e sempre meno significato e ricordo. Ragionando sulla croce i due designers si sono posti delle domande e da lì l’intuizione: basta pronunciare la parola croce per renderla visibile agli occhi di chi crede.

“Non abbiamo creato una croce – spiegano i designers – ma suggerito il suo vuoto che deve essere riempito da ciascuno di noi, con la nostra soggettività, interpretazione, fede: ognuno di noi diventa così artista e riempie questo vuoto con la sua sensibilità e credo. E’ una croce che non puoi togliere dalle pareti perché non esiste: esistono materialmente solo 4 strani dischetti.”

La fede si deve mostrare o è uno “status personale” che non va imposto agli altri? Si espone ancora il crocefisso in salotto? Ragioni legate all’estetica moderna, alla sfera personale, all’arredamento, probabilmente hanno portato tutti noi a nascondere sempre più questo simbolo di pace e speranza. Forse anche una certa forma di “educazione” verso il prossimo: come se non si volesse imporre al visitatore il proprio credo.

GOOD, in questo senso, è una “croce educata”: si mostra a chi la vuol vedere.

Vi abbiamo incuriosito? Visitate il loro sito

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