Ecco una “maratona” di spot “indimenticabili”

I pubblicitari, cari persuasori occulti, sanno bene che la frase giusta al momento giusto può entrare nel cervello del consumatore e non uscirne più.

Ecco alcuni esempi:

 

 

 

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Wind: per comunicare davvero la tecnologia non è tutto

La tecnologia ci ha sicuramente avvicinato.

Comunicare è sempre più semplice e sempre più veloce. Ma ci sono occasioni in cui gli uomini e le donne hanno e avranno sempre bisogno di incontrarsi e comunicare così, uno di fronte all’altro.

Wind ha scelto una storia delicata, un cortometraggio firmato da Giuseppe Capotondi che con garbo e poesia ci ricorda quanto sia importante sentirsi vicini a qualcuno, aggirando una tecnologia sempre più pervasiva nella nostra vita e nei nostri affetti. Se stai pensando di comunicare davvero a qualcuno che ti sta a cuore, guarda questo piccolo pezzo di cinema, 4.05 minuti di puro emotional entertainment.

Un corto dal respiro infinito, carico di spinte emozionali e valoriali. Un ritorno alla famiglia. Un figliol prodigo biblico che torna alle origini domestiche dopo aver capito che “a volte per comunicare davvero, la tecnologia non è tutto”, come recita la scritta finale di questo mini movie.

Non basta più convincere dei prodotti, bisogna commuovere attraverso gli stessi!

 

 

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DHL è più veloce

DHL, nota compagnia di logistica, manda al tappeto i suoi avversari con una campagna marketing eccezionale. Dall’headquarter avranno pensato: “Perché non sfruttare le consegne dei nostri concorrenti per farci pubblicità in modo gratuito?”

Ecco il piano dell’headquarter: chiamiamo le più note compagnie di logistica e chiediamo di consegnare un pacco di grandi dimensioni, all’esterno del pacco scriviamo “DHL è più veloce”. Poi avvolgiamo il pacco con un nastro, lo mettiamo in un grande congelatore e con un reagente termico facciamo in modo che il pacco dall’esterno diventi opaco quando la temperatura va sotto lo zero, così non si vedrà la scritta. Quando il pacco subirà degli sbalzi di temperatura, quindi verrà consegnato, si vedrà: DHL è più veloce.

 

 

 

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Con Ikea dai spazio all’immaginazione…ma con ordine

La nuova campagna integrata sul tema “Living with Children”, che si sviluppa tra tv, web e radio, racconta il tema dell’ordine in casa.

Nello spot tv, on air dal prossimo primo febbraio, si apre un nuovo capitolo che declina il concept “Basta poco per fare spazio all’immaginazione” e che vede ancora una volta come protagonista la famiglia incontrata nei precedenti episodi Ikea a settembre e a Natale.

Sul web la storia continua in sinergia su ikea.it e spazioallavita.it, piattaforma lanciata alcuni mesi fa

 

 

 

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Ricetta Pomì: 1 kg di pomodori padani e un pizzico di marketing

Dopo i polveroni di Enel e Barilla, anche la Pomì entra trionfante nella lista nera delle aziende da boicottare, per la rete, a seguito di una campagna promozionale che ha suscitato non poche polemiche.

Le rivelazioni del pentito Schiavone e il focus sulla “Terra dei fuochi” sono state notizie che hanno fanno tremare il mercato e la Pomì vuole rassicurare i clienti: il pomodoro viene coltivato in Emilia, in Lombardia, in Veneto e in Piemonte. Non in Campania.

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Forse all’improvviso i sogni leghisti diventano realtà? L’Italia è divisa tra buoni e cattivi, tra nord e sud, tra inquinati e non?

E cosa sappiamo della Pianura Padana? Misurate le polveri ultrasottili la Pianura Padana è la zona più inquinata d’Europa.

Cosa fareste voi per rassicurare i clienti?

Esistono modi diversi e magari più efficaci per differenziare i propri prodotti positivamente rispetto alla concorrenza. Un brand come Pomì avrebbe potuto valorizzare la sua storia, non associando qualità a posizione geografica. Avrebbe potuto valorizzare la cura che l’azienda ha nella selezione dei pomodori, per esempio.

Forse manca la comunicazione positiva in questa immagine: non c’è valorizzazione delle qualità ma un definire “confini”. Sarebbe stata apprezzabile una comunicazione più orientata verso il consumatore, maggiormente utile, che affrontasse il problema vero: “pomodoro sicuro/pomodoro non sicuro”.

Solo da lì? Contenti così!” è la risposta di un gruppo “filomeridionale” alla pubblicità della Pomì. Anche la politica non risparmia commenti. “Questo – dichiara l’assessore all’Agricoltura Daniela Nugnesnon è certo il momento di fare i furbetti sul mercato. Non è corretto farsi pubblicità su un disastro ambientale che dovrebbe diventare un caso nazionale e non un appiglio per ulteriori discriminazioni nei confronti del Mezzogiorno. Sebbene sia legittimo puntare sulla tracciabilità dei prodotti non si può giocare sulla pelle degli agricoltori campani, soprattutto alla luce dei risultati diffusi recentemente dall’Istituto superiore di Sanità che ha certificato la salubrità delle produzioni di un’area considerata a rischio, quale quella vasta di Giugliano“.

Dopo il grande caos i dirigenti dell’azienda Pomì chiariscono il loro punto di vista anche sui social network: ”I recenti scandali di carattere etico/ambientale stanno muovendo l’opinione pubblica, generando disorientamento nei consumatori verso questa categoria merceologica. Il Consorzio Casalasco del Pomodoro e il brand Pomì sono da sempre contrari e totalmente estranei a pratiche simili, privilegiando una comunicazione chiara e diretta con il consumatore“.

Tra i vari messaggi e testi scritti sull’argomento sicuramente spicca l’iniziativa di Gino Sorbillo che ha affisso un cartello fuori dalla sua pizzeria con la scritta “In questo locale non si usa la salsa Padana”, accompagnato da una vera e propria pizza margherita decorata con la scritta, fatta di mozzarella, ‘No Pomì’

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La protesta delle sedie a rotelle

La vendetta, si sa, è un piatto da servire freddo. È quello che devono aver pensato le associazioni di disabili portoghesi che hanno scelto la Giornata Nazionale di Lotta per i Disabili per mettere in pratica una protesta divertente e anche di notevole visibilità mediatica per protestare contro l’occupazione indiscriminata dei posti a loro riservati.

Gli automobilisti di Lisbona e Vila Real, in Portogallo, si sono trovati di fronte ai soliti cartelli “sono andato a prendere un caffè”, “torno subito”, classiche scuse di chi parcheggia dove non dovrebbe creando disagio al resto della cittadinanza. Stavolta però i fastidiosi messaggi non erano posizionati sui parabrezza di vetture in divieto di sosta, ma su decine e decine di sedie a rotelle, occupanti tutti i posti disponibili della zona.

Certo qualche guidatore andando di fretta si sarà sicuramente arrabbiato non sapendo dove parcheggiare la propria automobile; forse però, la prossima volta ci penserà un pò prima di occupare il posto di qualcun altro.

Si tratta di un’iniziativa molto singolare per protestare contro l’uso irregolare dei posteggi riservati ai disabili.

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Dacia Sponsor Day: l’Italia che resiste

In petto, sulla maglia di un club di Serie A.

Dacia ha realizzato il sogno di Michael Nino, l’imbianchino di 26 anni di Villadossola, che per una domenica ha visto il nome della sua ditta individuale sulla maglia dei giocatori dell’Udinese.

Michael è infatti uno dei tre vincitori del Dacia Sponsor Day, il concorso che il brand Dacia del gruppo Renault ha lanciato il 13 settembre scorso in collaborazione con l‘Udinese Calcio e che ha voluto dare la possibilità a tre piccole aziende con meno di tre dipendenti ciascuna di diventare main sponsor del club friulano per un giorno.

L’idea di Dacia è stata quella di offrire un sogno a tre giovani imprenditori che siano portatori di una storia interessante e di successo e premiarli con la possibilità di essere conosciuti a livello nazionale. Nonostante il periodo di crisi ci sono piccole imprese che non si perdono d’animo e con tenacia e intraprendenza continuano a portare la propria competenza e il proprio lavoro dove richiesto.

“Michael Nino Imbianchino” è stato lo sponsor titolare apparso sui cartelloni pubblicitari dello stadio, sui backdrops delle interviste e, ovviamente, sulla maglia dei bianconeri di Udine che per l’occasione ha subito qualche ritocco a livello di layout della casacca: colletto a V tutto in bianco, bordo inferiore senza inserto dorato e con le strisce che scendono per tutta la maglia; assenza della striscia nera sul pannello frontale delle spalle.

Uno sponsor originale che non ha mancato di suscitare una risonanza mediatica tale che la notizia è entrata al quarto posto dei Trending Topics Italia di Twitter.

Sebbene la fede calcistica di Michael sia milanista, Essere sulle maglie dell’Udinese, nel giorno della partita contro la Roma, ripaga di tutti gli sforzi, dei sacrifici fatti” ha commento emozionato il ragazzo, che ha partecipato alla conferenza stampa di sabato insieme a Pinzi, Di Natale e ai dirigenti di Dacia e Udinese.

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Ad incidere sulla scelta di Michael e degli altri due vincitori, hanno influito la vicinanza del loro modello di business a quello di Dacia che propende sempre verso il miglior rapporto qualità prezzo sul mercato, associato a concretezza e responsabilità. Un modo per dare visibilità a delle realtà difficili da rintracciare e per sperimentare una nuova idea di sponsorizzazione che porti le piccole aziende ad essere proposte su larga scala seppur per un periodo breve. Gli altri vincitori diventeranno sponsor in occasione di Udinese-Inter e Udinese-Fiorentina.

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Quello che certamente è interessante è che il gruppo Renault, pur cedendo gratuitamente lo spazio pubblicitario, ha mantenuto comunque una visibilità considerevole facendosi promotrice di questa campagna marketing decisamente arguta.

 

 

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