Barilla caos cotto a puntino

Dopo anni di strategie volte a diffondere valori di bontà e semplicità, propri della citatissima “famiglia Mulino Bianco“, il signor Guido Barilla ha pensato bene di vanificare il costoso lavoro di branding attraverso alcune scottanti dichiarazioni – “mai spot con omosessuali” – giusto per citarne una.

La rete continua a parlare di queste infelici dichiarazioni rilasciate su Radio24. Il presidente del Gruppo Barilla ha quindi deciso di replicare alla pioggia di critiche scusandosi su Twitter e su Facebook: “Mi scuso molto per aver urtato la sensibilità di tanti. Ho il più profondo rispetto per tutte le persone senza distinzioni”.

Le campagne della pasta Barilla sono sempre state costruite attorno al classico tavolo in cui la famiglia più canonica che si possa immaginare è intenta a consumare gioiosamente piatti di carboidrati. Non ci saranno mai famiglie gay nelle campagne di comunicazione del brand ha detto il manager, sottolineando la scelta storica e la centralità del ruolo della donna, angelo del focolare.

L’hashtag #boicottabarilla è subito diventato uno dei top trends e i principali competitors non si sono lasciati scappare l’occasione di cavalcare il momento, pubblicando più o meno ironiche risposte alle parole di Guido Barilla. Sui social Buitoni ha scritto: “A Casa Buitoni c’è posto per tutti”. I sughi Althea hanno semplicemente ripubblicato il frame della loro campagna “Dove c’è Althea, c’è famiglia” con il bacio di una giovane coppia omosessuale.

Guardiamo alcuni post di questi giorni:

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Anche il tweet di Boskov non è male:

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Secondo voi la dichiarazione di Guido Barilla è stata una scelleratezza oppure è frutto di una pianificazione strategica? Se avessero pensato bene a quell’affermazione provocatoria solo per scopi di marketing? In entrambi i casi la situazione è davvero triste!

http://www.treesessanta.com

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2 thoughts on “Barilla caos cotto a puntino

  1. Personalmente, non penso le esternazioni di Guido Barilla fossero parte di chissà quale pianificazione strategica. A Barilla applicare la regola “che se ne parli bene o se ne parli male, l’importante è che se ne parli” non serviva a niente, semplicemente perchè è un’azienda così grande e importante che non ha bisogno di attirare l’attenzione a quel modo.

    Credo che quello del signor Barilla sia semplicemente stato un passo falso anche se non posso esserne sicura. Quello di cui sono sicura è che non vorrei essere nel tizio che gestisce la loro pagina Facebook 😉

    1. Anche noi pensiamo non si tratti di marketing e tantomeno di omofobia. Diciamo che a Guido Barilla è “sfuggita la situazione di mano”, avrebbe dovuto semplicemente dire di essere favorevole alle “unioni di fatto” e che Barilla per le sue campagne ha scelto sempre l’immagine della “famiglia tradizionale”. Le sue “precisazioni” hanno purtroppo innescato un polverone (con questo non vogliamo affermare che non sia giustificato) che ora è diventato di difficile gestione.
      In un momento di crisi come questo forse sarebbe irresponsabile continuare a boicottare uno dei marchi più rappresentativi del nostro paese.

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